Diritti, doveri e pseudo-obiezione di coscienza.

30 aprile 2010 2 commenti

In questi giorni si sta parlando parecchio del nuovo ddl a marchio Pdl che estenderebbe il diritto all’obiezione di coscienza anche ai farmacisti.

Ovvero, secondo la legge, non solo i medici, ma anche i farmacisti avranno il diritto di agire secondo presunti ”alti valori” e rifiutarsi quindi di vendere farmaci come i contraccettivi d’emergenza (la pillola del giorno dopo, per intenderci).

La cosa che fa arrabbiare, ovviamente, è che queste libertà (vendute a buon mercato per un finto buonismo alquanto proficuo a livello elettorale) finiscano per violare la libertà di qualcun altro, non altrettanto tutelata.

Il problema è sicuramente stabilire cosa sia un diritto e cosa, invece, un dovere. Perchè se un farmacista – come un medico ginecologo – ha il diritto a dissentire su una scelta morale, ha d’altro canto l’obbligo di fornire il servizio per il quale, tra l’altro, viene spesso pagato dallo stato, oltre che dai contribuenti ai quali, di fatto, si viene a negare un diritto sancito dalla legge.

Purtroppo si deve constatare anche come, molto spesso, sopratutto nell’ambito medico dichiararsi pro-aborto possa – in questa società così finto-buonista e ipocritamente benpensante – creare grossi problemi nell’avanzamento di carriera. Ed è proprio in questo che si dovrebbe tutelare la libera scelta, non nel cercare di imporre un’impronta filo-cattolico-buonista ad una realtà comunque complessa in cui, mi sembra, si stia andando verso il proibizionismo.

Ed è amaro prendere coscienza di come, nel 2010, in un mondo che progredisce e si evolve, mentre resta acceso il dibattito sulla ricerca e la sperimentazione, mentre nuove tecnologie vengono immesse giorno dopo giorno sul mercato salvando numerose vite, qui nel Belpaese si cerchi, tassello dopo tassello, di trasformare il paese in una teocrazia, piuttosto che andare verso un concetto aperto ed evoluto di democrazia, nella quale è da rispettare ed egualmente tutelare il diritto di ognuno ad agire secondo la PROPRIA coscienza, senza limitare assolutamente la libertà di qualcun altro. In fondo, se dovessi fare il medico e non volere aver niente a che fare con gli aborti (previsti dalla legge, di certo non concessi a titolo d’amicizia) ci sarebbero molte altre specializzazioni…

E’ per tutte queste motivazioni che un ddl del genere ci pare inammissibile e lesivo della libertà altrui.

Tante valide ragioni…

17 aprile 2010 Lascia un commento

…per cui trovo che le gerarchie cattoliche dovrebbero essere messe fuori legge, e la pratica di questa religione dovrebbe limitarsi ad un fatto privato, con chiaro divieto di espressione pubblica. (Per intenderci… andate a predicare in chiesa, non in televisione).

In questi giorni sul sito Pontifex.Roma è in corso una specie di battaglia tra laici e cattoli oltranzisti. Il campo di scontro sono gli articoli – dalla dubbia correttezza scientifica – pubblicati dal nostro affezionato Bruno Volpe il quale, più che mai, sta dando prova della sua faziosità professionale. Hanno infatti accusato il sito (curato da lui) di incitazioni alla discriminazione sotto varie forme: etnica, sessuale, religiosa ecc ecc. Da allora una vera e propria crociata è stata aperta contro i ”diversi”. Eccone un esempio.

Non si può non lodare la chiarezza ed il coraggio del Segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone il quale chiamando le cose col loro nome, ha associato la triste piaga della pedofilia alla omosessualità. Su questo tema, che Pontifex rimarca da tempo, abbiamo ascoltato la opinione del Vescovo Emerito di Senigallia, Monsignor Odo Fusi pecci. Eccellenza, con saggezza, il cardinale tarcisio Bertone, in Cile, ha fatto riferimento alla pedofilia come causale non tanto del celibato dei preti, quanto della omosessualitò, lei concorda?: ” certamente e ritengo che Bertone abbia pronuciato sagge parole. La pedofilia spesso é una diretta conseguenza della omosessualità, vizio e disordine orrendo ed orripilante, una vera mancanza di rispetto a Dio, che offende la dignità dell’ uomo e va contro natura“. Da che cosa dipende la omosessualità?: ” dalla carne che é debole. Se si seguisse maggiormente lo Spirito, certe deviazioni non avverrebbero …… e l’ uomo sarebbe in pace con sé stesso e con Dio, ma sfortunatamente, per la rottura dell’ Allenaza con Dio e il peccato originale, questo non accade”. Che cosa pensa della pratica omosessuale?: “ se la omosessualità in sé non é peccato e i gay vanno visti con misericordia e senza discriminazioni, la pratica omosessuale, invece, é contro la natura, e dunque offende terribilmente Dio“.

Che cosa fa l’ omosessualità?: ” rende confusione sociale e disordine come ogni cosa contro natura. la pratica, poi, esclude come dice San Paolo, dal Regno dei cieli i gay, salvo che si pentano realmente della loro condotta chiedendo scusa a Dio che solo in caso di effettiva e vera contrizione li perdonerà nella sua infinita misericordia”.

Passiamo agli ebrei, da vescovo ritiene che siano definibili come deicidi?: ” da un punto di vista storico questa definizione é ineccepibile e ci sta tutta, sono deicidi anche se loro non vogliono sentirlo, ma loro, grazie alla complicità di Pilato, hanno messo in croce Cristo al quale non credono e tanto meno hanno mai creduto“.

Che cosa pensa della loro mentalità?: ” é ancorata all’ Antico Testamento e dunque non hanno misericordia, non la conoscono in quanto non leggono e tanto meno danno validità al Nuovo Testamento. Mancano di amore, e pertanto sono deicidi. Pensi, che ricattarono persino Pilato minacciandolo che se non avesse ordinato la crocifissione ,lo avrebbero denunciato a Cesare”.

Bruno Volpe

Medioevo

14 aprile 2010 Lascia un commento

Mi ero ripromessa di non tornare sull’argomento; ma poi, stamattina, spulciando qui e lì uno dei siti che sono solita leggere – giusto per rovinarmi un poco il fegato – mi sono imbattuta in un articolo dell’ormai nostro affezionato Pontifex.roma, diretto dal (in)competentissimo Bruno Volpe. L’intervista è al vescovo Emerito di Assisi monsignor Giorgio Goretti. Roba da medioevo, davvero…

“Certo, gli ebrei sono  suscettibili, hanno una sensibilità elevata specie davanti a certi temi e dunque meglio evitare ogni incidente. Sono spesso pretestuosi”: lo afferma il vescovo Emerito di Assisi monsignor Giorgio Goretti. Eccellenza da qualche tempo a questa parte, é in atto una violenta  campagna contro il Papa, ” reo” solo di aver difeso i valori del Vangelo. Piace dirlo, ma il solo politico italiano che ha avuto il coraggio di difendere il Papa é stato il leghista Calderoli. (a noi risulta invece che la classe politica in quasi tutta la sua interezza si sia espressa in favore del papa, ndr) Eccellenza, che cosa pensa di questa situazione?: ” indubbiamente la Chiesa sta vivendo un momento molto difficile e problematico. I sacerdoti che si sono macchiati di pedofilia hanno reso un pessimo servizio alla Chiesa e questo va detto con coraggio. Basta anche un solo caso di pedofilia per gridare allo scandalo”. Ma a suo giudizio, la Chiesa deve recitare il mea culpa?: ” credo di no. Non si tratta, nel caso di specie, di una colpa collettiva ascrivibile …… alla Chiesa come istituzione, ma a singoli pastori e dunque farebbero bene loro a chiedere perdono e pagare la loro colpa. Ma non mi pare che la Chiesa sia tenuta ad alcun atto pubblico di contrizione“. (Ciò che non è forse chiaro al vescovo è che NESSUNO chiede che la Chiesa implori perdono per la pedofilia, ma che si faccia processare giustamente – anche ai suoi massimi vertici – per aver insabbiato per decenni situazioni compromettenti, arrivando persino a pagare il silenzio delle vittime, ndr) Poi parla del Papa: ” Papa Benedetto XVI, anzi va elogiato e non attaccato come leggo, in quanto é stato molto chiaro e deciso nell’ affrontare e reprimere il problema dei pedofili nella Chiesa, basti leggere la sua chiara lettera ai vescovi di Irlanda per darsene conto. Trovo questi attacchi del tutto fuori luogo, violenti e persino intimidatori”. Ma per quale motivo é in atto questa offensiva?: ” io non ho i nomi dei mandanti. Probabilmente il rigore dottrinale del Papa, lo zelo della Chiesa nel difendere la sacralità di valori non negoziabili, danno fastidio e indispettiscono forze che la vorrebbero vedere in silenzio, tacita complice della ingiustizia. (oh si la vorremmo vedere in silenzio, in un tribunale, con gli avvocati a parlare per lei; ma sopratutto in silenzio nelle tv, nei giornali, a fare campagna elettorale. Fuori dallo Stato, ndr) La Chiesa non si farà mai intimidire ed é schierata al fianco del papa”. Poi una frecciatina: ” ho il massimo rispetto per le vittime dei preti pedofili, hanno sofferto un dramma. Ma in alcuni casi mi chiedo come siano credibili testimonianze di gente che si ricorda di presunti abusi dopo trenta anni. Per quale motivo hanno taciuto allora?“. Come spiega l’ astio di alcuni giornali?: ” non é la posizione del giornalisti, quanto forse degli editori e dei loro interessi. Bisogna reagire a questo pattume con la forza della verità e del vangelo”. Ora ci si mettono anche gli ebrei: ” loro hanno una particolare sensibilità,megli evitare nervi scoperti e incidenti diplomatici. Certo, spesso sono pretestuosi”. Le lobbies omosessuali?: ” non ho idea. Credo che la omosessualità sia un disordine grave, e alcune rivendicazioni pubbliche dei gay in tutta sincerità mi sembrano inaccettabili“.

Bruno Volpe

L’articolo è reperibile qui

Ma a proposito di ebrei, il criminologo Francesco Bruno si lancia – sempre in un’intervista rilasciata a Pontifex – in affermazioni agghiaccianti

E delle proteste ebraiche?: ” quelli si lamentano sempre e con arroganza e prepotenza, visto che seguono la legge antica, sanno farsi rispettare anche perché la loro spiritualità consiste nel denaro”. Pesante: “ ma é vero, geneticamente sono arroganti e prepotenti. Io non sono antisemita, vorrei tanto la loro conversione. Ma rabbrividisco davanti alla ferocia e alla crudeltà di certi atti compiuti a Gaza dove mi sembra che non sempre siano stati rispettosi dei diritti umani“.

38 deputati della maggioranza latitanti e l’opposizione la spunta

14 aprile 2010 Lascia un commento

Ieri pomeriggio alla camera è ufficialmente decaduto il decreto salva-liste, e non perchè esponenti di maggioranza si siano ravvisati del provvedimento, cambiando idea all’ultimo momento, ma perché semplicemente non c’erano. L’Ansa rende nota la mancanza di 38 deputati PdL e 4 della Lega Nord.

Tra le assenze eccellenti del Pdl, quelle del capogruppo Fabrizio Cicchitto (a casa convalescente per una broncopolmonite), del vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, di Niccolò Ghedini e Denis Verdini. Ma non votano neanche la candidata in Emilia Annamaria Bernini, i ministri Carfagna e Gelmini e i ‘finiani’ Granata e Perina. L”emendamento soppressivo passa per otto voti: 262 sì contro 254 no.

La sinistra canta vittoria, una vittoria sicuramente nè sperata nè, tantomeno, meritata. Certo questo fatto assume una rilevanza alquanto emblematica considerate le politiche del ministro Brunetta dell’anno scorso, il quale si schierò con forza contro la ”latitanza lavorativa”; ed è forse proprio per questo motivo che il PdL se la prende tanto e per bocca di Cicchitto ammonisce (anche se in realtà sembra si tratti più di una minaccia) i colleghi:

Fabrizio Cicchitto, che auspica una sanatoria, è duro: bolla le assenze dei colleghi come “inaccettabile sciatteria” e annuncia che renderà pubblico l’elenco degli assenti ingiustificati ed “altri provvedimenti visto che siamo a metà legislaturà”.

La spada di Damocle del referendum: meglio far le cose da sè

13 aprile 2010 2 commenti

Ancora prima di cominciare a discutere di riforme si cerca, in qualche modo, di mettersi d’accordo sul come procedere nei profondi stravolgimenti istituzionali che si stanno progettando. A cominciare, ovviamente, da tutte quelle norme che prevedono una sostanziale modifica della Carta Costituzionale per essere legittimate: sistema di governo e legittimo impedimento in primis. E qui anche la maggioranza sembra un po’ incerta. Se da un lato, infatti, il nostro amato Mr. B. si dice pronto al confronto con riserva, il presidente Fini – il dissidente numero uno del movimento berlusconiano che tenta come meglio può di dare un colpo al cerchio ed uno alla botte – mette tutti in guardia: il confronto è auspicabile, ma di certo non indispensabile.

Fini parla anche di dialogo: “E’ opportuno, ma non indispensabile che una riforma così importante come quella del sistema italiano sia condivisa”, dice il presidente di Montecitorio, sottolineando che non si potrebbe urlare “vergogna” se il governo decidesse di modificare la carta costituzionale a maggioranza. Certo, il leader di An continua a mettere i guardia sui rischi insiti nel referendum (obbligatorio senza un’intesa con l’opposizione) e per questo sottolinea come di debba “cercare fino all’ultimo di coinvolgere una maggioranza quanto più vasta” possibile. Ma è un passaggio che rischia di rimanere in ombra rispetto a quello sul fatto che un’intesa non sia “indispensabile”.

scemi quanto vogliamo, i cittadini italiani avranno pure il loro diritto di esprimersi in merito alla legge delle leggi, no? E questo è ciò che rende il confronto non indispensabile.

Ciò che lo rende auspicabile, però, è lo stesso referendum. Con la maggioranza dei due terzi, infatti, si eviterebbe un referendum il cui esito potrebbe, in una remota possibilità, essere sorprendente. La strada più facile è allora quella di convincere l’opposizione a collaborare, sicuramente lasciando fuori le frange estremiste che nessuno vuole tra i piedi, così Mr. B. ed i suoi fedelissimi potranno sistemare la situazione come più aggrada loro, magari agitando un succoso pezzettino di carne davanti alle bocche languide dei deputati d’opposizione, scodinzolanti e grati per il “regalo” e magari, chissà, pronti anche a convertirsi.

Intanto, attendendo ulteriori sviluppi, ecco più o meno una succinta panoramica del clima d’opinione

Berlusconi vuole un “potere senza controlli ed equilibri”, attacca il capogruppo dei senatori del Pd Anna Finocchiaro” e in queste condizioni “é difficile pensare ad un confronto”. Totale chiusura da parte dell’Idv: “Soltanto gli stolti possono pensare di affidare le riforme a Berlusconi che ogni giorno umilia il presidente della Repubblica”, attacca il leader Antonio Di Pietro. Più cauto l’Udc. “Confermiamo la nostra disponiibilità al confronto”, spiega il segretario Lorenzo Cesa, che però chiede il massimo “rispetto delle istituzioni”. Ed anche il finiano Italo Bocchino, batte sullo stesso tasto, invitando il centrodestra a “evitare scontri istituzionali”. Il fronte berlusconiano tace. L’intento è di evitare polemiche con il Colle.

Il semipresidenzialismo e la coalizione di maggioranza all’opposizione

8 aprile 2010 1 commento

Mr. B. si dice deciso: ha scelto la forma di governo che più lo aggrada. E no, non stiamo parlando di dittatura, ma di semipresidenzialismo alla francese. Io per prima mi sono chiesta cosa diamine fosse questo semipresidenzialismo, così ho fatto qualche ricerca ed ho trovato qualche informazione in merito.A tal proposito Wikipedia riporta quanto segue:

La repubblica semipresidenziale o semipresidenzialismo o “a tendenza presidenziale” è una forma di governo. In una repubblica semipresidenziale, il governo si trova a dipendere dalla fiducia di due organi designati da due differenti consultazioni elettorali, il Presidente della Repubblica e il Parlamento. Il Primo Ministro viene perciò nominato dal Presidente, ma necessita, insieme al resto del suo esecutivo, della fiducia parlamentare.
Questa forma di governo è caratterizzata dai seguenti punti:

  • l’elezione del Presidente della Repubblica avviene con voto popolare distinto ed autonomo rispetto a quello del parlamento;
  • il potere esecutivo è condiviso con il Primo Ministro che però può essere scelto e revocato dal capo di Stato;
  • Il primo ministro ed il governo possono essere sfiduciati dal parlamento e revocati dal presidente; quest’ultimo non è ovviamente sfiduciabile
  • lo scioglimento del parlamento da parte del Presidente della Repubblica avviene nei limiti costituzionali.

L’applicazione di questa forma di governo prevede ovviamente una modifica costituzionale, in quanto, in base all’articolo 1 della costituzione “l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. Democratica, non semipresidenziale.

Ma i ministri ed il nostro amabile Mr. B., coadiuvato da un Bossi ora deciso a vedere riconosciuto il suo peso dopo la schiacciante vittoria elettorale, hanno “trovato la quadra per le riforme”, come spiega il ministro per la semplificazione Calderoli. Il quale si concede anche di chiarire come queste riforme verranno attuate.

i ministri competenti predisporranno un testo, che passera’ poi ai coordinatori dei partiti. Il tutto approdera’ poi al Consiglio dei ministri, e quindi in Parlamento.

come riporta un comunicato Ansa. Il parlamento, che di norma dovrebbe essere l’organo legislativo della nostra repubblica, viene quindi a configurarsi come l’ultimo dei passaggi per l’approvazione di una riforma. Niente di cui meravigliarsi comunque, visto che in questi anni ogni proposta di legge è venuta dal governo sotto forma di decreto legislativo – in sostanza bypassando la funzione parlamentare.

Alla notizia che si voglia stravolgere il paese a cominciare dalla forma di governo e seguendo poi con le riforme del fisco, della giustizia, della scuola, della sanità e quant’altro, ci si aspetterebbe una rivolta in massa della sinistra, che si aspetta forse un po’ anche il nostro ottimista Mr. B. quando dichiara

Durante la cena con alcuni senatori del Pdl a Palazzo Grazioli, il premier ha ribadito l’auspicio che una trattativa possa davvero aprirsi, ma ha confessato: ‘Ci credo poco’.

Il Premier però, nella sua magnanimità, ha anche affermato che è sì disposto ad aprire un confronto con Pd e Udc, ma a patto che vengano lasciate fuori dal tavolo delle riforme sia l’Italia dei Valori sia tutte le aree  ”antiberlusconiane” del partito. In sostanza vuole con sè solo quanti sono d’accordo con lui. A questo punto l’opposizione si rivolterà, si presuppone. Ed invece Bersani fa il vago, e commenta

Abbiamo i nostri paletti – aggiunge – e i nostri punti: riduzione dei parlamentari, senato federale, rafforzamento dei poteri di governo e parlamento e nuova legge elettorale.

pur dicendosi contrario ad un semipresidenzialismo populista di stampo sudamericano. L’Udc non ha invece fatto pervenire nessuna dichiarazione ufficiale per il momento, ma il Premier si augura che ci si possa lasciare alle spalle i vecchi rancori in nome di una nuova alleanza che qualcuno ipotizza sia dettata dalla pressione della Lega, che evidentemente Mr. B. comincia a sentire.

Tornando alla voce di Wikipedia sul semipresidenzialismo si legge, più in basso

il parlamento non può sostituire il presidente anche se può metterlo in stato d’accusa per motivi giudiziari

ma, poichè prevenire è meglio che curare, alle bagagne giudiziarie del Premier ci ha già pensato il Presidente Napolitano, che il 10 marzo scorso aveva firmato in via definitiva la legge sul legittimo impedimento, promulgata ieri dallo stesso. Con questa legge il Premier ed i singoli ministri possono tranquillamente anteporre i propri impegni istituzionali a quelli giudiziari, tramite una pubblicazione fatta ogni sei mesi, in barba alle sentenze di cassazione del 2004 e del 2008 che avevano giudicato incostituzionale il lodo Alfano. Ovviamente, anche questa norma è incostituzionale, e prima o poi la corte costituzionale la giudicherà tale. Ma nel frattempo c’è tutto il tempo per cambiare la costituzione, visto che i giudici della corte proprio non ne vogliono sapere di dare il via libera a questa norma, presentata negli anni sotto vari nomi e varie forme ma mai mutata nella sostanza.

Insomma… chi dice che l’Italia non sia il paese delle libertà sbaglia di grosso: i nostri politici hanno davvero la libertà di fare tutto ciò che vogliono, in una forma o nell’altra, e noi continuiamo pure a votarli. Meglio di così…

Le scuse di Norimberga e le statistiche del 2008

5 aprile 2010 2 commenti

Durante il talk show Pauw & Witteman il cardinale Adrianus Johannes Simonis, già presidente della Conferenza episcopale olandese ed elettore di Benedetto XVI, per esprimere la propria estraneità dagli abusi del clero cattolico (i casi segnalati nei Paesi Bassi hanno ormai superato il migliaio) ha citato l’espressione wir haben es nicht gewusst (”non sapevamo”), famosa per essere stata usata sistematicamente dai nazisti come difesa durante i processi di Norimberga. Il riferimento all’Olocausto, scrive il sito di Radio Netherlands, ha generato indignazione nell’opinione pubblica olandese. Il ministro della giustizia, il democristiano Ernst Hirsch Ballin, sta valutando la possibilità di estendere i tempi di prescrizione per il reato di abuso su minore, visto che la maggioranza dei casi emersi sarebbe già oltre i termini.
Prosegue nel frattempo la difesa a oltranza delle ragioni della Chiesa da parte di esponenti del mondo cattolico. Oggi è stato il turno del giudice Corrado Carnevale, già soprannominato “l’ammazzasentenze” e “un uomo chiamato cavillo”, strenuo avversario del pool antimafia dei magistrati Falcone e Borsellino. Carnevale, intervistato dal sito ultraconservatore Pontifex, ha espresso “la sensazione che dietro queste aggressioni vi sia una mano ben precisa”, quella di “poteri e lobbies massoniche il cui vero scopo è di annientare la Chiesa Cattolica”. Secondo il giudice, le “testimonianza di presunti violentati dopo quaranta anni mi paiono poco credibili”. Carnevale ha anche attaccato la giudice del caso Claps.
La bufera che ha colpito la Chiesa non accenna comunque a placarsi. Da ogni parte del mondo si levano critiche nei confronti di un atteggiamento ritenuto debole, e anche la satira non si tira indietro: sul blog di Daryl Cagle una collezione di vignette di varia provenienza.

Così una nota dell’UAAR consultabile qui. E’ gravissimo notare come si stia tentando in tutti i modi di sminuire l’accaduto, anche facendo riferimento a un sondaggio statunitense, di cui da notizia l’Ansa

Radio Vaticana cita ‘un rapporto governativo Usa del 2008 sugli abusi’ in cui risulta che lo 0,03% dei preti risulta coinvolto. La ‘campagna orchestrata contro la Chiesa cattolica risulta ‘ancora piu’ strana e paradossale’, afferma Radio Vaticana sul suo sito aggiungendo: ‘e’ eclatante la campagna diffamatoria che i media stanno portando avanti. Non si vuole colpire i preti pedofili, ma direttamente il papa’.

Si continua sulla linea vergognosa dell’imputare lo scoppiare degli iscandali ad attacchi diretti verso il papa, mentre in tutto il mondo (Italia esclusa, evidentemente) precipita vertiginosamente la fiducia in Benedetto XVI e nel suo operato in merito. Chi scrive crede che sia già sconvolgente il coinvolgimento di svariati sacerdoti in decine di migliaia di casi di abusi su minori – prescritti o meno… checchè ne possa pensare Minzolini, la prescrizione non equivale assolutamente all’assoluzione – ma l’opera sistematica di ”sottovalutazione” della gravità dei fatti è davvero rivoltante. Che, una volta per tutte, le gerarchie ecclesiastiche si assumano le loro responsabilità e si facciano processare a livello internazionale, ovviamente è ciò che mi auguro.